I borghi siciliani tra turismo esperienziale e nuova economia sostenibile
Negli ultimi anni la Sicilia ha visto crescere un interesse nuovo per i suoi borghi, in particolare in provincia di Trapani. Questi piccoli centri, spesso dimenticati e segnati dallo spopolamento, stanno ritrovando vita grazie al turismo esperienziale e a progetti legati a un’economia sostenibile. Non più solo mete da visitare, ma luoghi da vivere, dove chi arriva può partecipare alla vita quotidiana, conoscere le persone e contribuire alla rinascita del territorio.
Il patrimonio dei borghi trapanesi
La provincia di Trapani custodisce un mosaico di borghi che rappresentano la varietà dell’isola. Da Erice, con le sue stradine lastricate e le botteghe artigiane, fino a Salemi, Poggioreale, Buseto Palizzolo, Custonaci e Gibellina, ogni luogo racconta una storia diversa. Alcuni conservano un’anima medievale, altri sono simboli di rinascita dopo il terremoto del Belice del 1968.
Erice è un esempio emblematico di borgo dove storia e cultura si intrecciano con l’accoglienza. Le case in pietra, i cortili silenziosi e le pasticcerie storiche offrono al visitatore un’esperienza autentica, che va oltre la semplice visita turistica. Salemi, invece, è diventata un modello di rigenerazione urbana e culturale: dopo anni di abbandono, oggi ospita eventi, musei e iniziative dedicate all’arte contemporanea.
Turismo esperienziale e identità locale
Il turismo esperienziale in Sicilia, e soprattutto nei borghi del Trapanese, nasce dal desiderio di vivere l’isola in modo più profondo. A differenza del turismo balneare, qui il tempo si rallenta e il contatto umano diventa il vero valore.
A Buseto Palizzolo, per esempio, si organizzano percorsi naturalistici e giornate dedicate alla cucina tradizionale, dove i visitatori imparano a preparare pane, busiate e dolci locali. A Custonaci, oltre alle famose cave di marmo e al Santuario, si possono visitare aziende agricole che producono olio e formaggi, partecipando alle attività stagionali o scoprire il territorio attraverso il “Parco Ciclistico di Monte Cofano”.
Anche nei borghi del Belice si moltiplicano le esperienze legate alla memoria e alla terra. A Gibellina, ricostruita dopo il sisma, l’arte contemporanea si intreccia con la storia: le opere all’aperto e il Cretto di Burri raccontano la forza di un territorio che ha scelto di rinascere attraverso la cultura.
Nuove economie e ritorno alla terra
Molte delle trasformazioni in atto nascono dal legame tra turismo esperienziale e agricoltura sostenibile. In diversi borghi del Trapanese si stanno affermando aziende agricole che valorizzano colture tipiche come l’olio, il vino, il grano antico e le erbe aromatiche. Giovani imprenditori, spesso tornati da esperienze all’estero, recuperano terreni abbandonati e li trasformano in laboratori di agricoltura biologica e ospitalità rurale.
Nell’area di Partanna e Salaparuta, alcune aziende agricole aprono le porte ai visitatori per far conoscere le fasi della vendemmia o la molitura delle olive. A Calatafimi Segesta si sperimentano progetti di agricoltura rigenerativa, con produzioni a basso impatto ambientale e percorsi didattici per i turisti.
Questa nuova economia diffusa non si limita all’agricoltura: coinvolge artigiani, operatori culturali e strutture ricettive che puntano su autenticità e qualità. Ogni esperienza diventa un modo per far circolare valore sul territorio e creare occupazione.
Cultura e innovazione nei borghi

Il rilancio dei borghi siciliani passa anche attraverso la cultura e l’innovazione. A Gibellina, ogni anno, si svolgono eventi e festival che attraggono artisti da tutto il mondo, e nel 2026 sarà la prima “Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea”, protagonista di mostre, festival e progetti di riqualificazione urbana dedicati all’arte contemporanea per tutto l’anno, mentre ad Erice si tengono incontri scientifici e rassegne che fondono ricerca e divulgazione.
In altri centri più piccoli si sperimentano iniziative legate alla digitalizzazione. Progetti di coworking rurale, come quelli nati a Buseto Palizzolo o Custonaci, permettono a professionisti di lavorare da remoto immersi nella natura, grazie a connessioni potenziate e spazi condivisi. Questo modello, sostenuto da fondi regionali ed europei, offre nuove opportunità per chi vuole vivere lontano dai grandi centri urbani senza rinunciare ai servizi.
Un modello di turismo sostenibile

Il turismo esperienziale nei borghi trapanesi non è solo un fenomeno di moda, ma un modello di sostenibilità. Si basa sulla tutela del paesaggio, sulla riduzione dell’impatto ambientale e sul rispetto delle comunità locali.
Molti comuni stanno investendo in percorsi di mobilità dolce, come itinerari a piedi o in bicicletta che collegano i vari borghi siciliani.
Le strutture ricettive locali adottano sempre più spesso pratiche sostenibili: riduzione dei consumi energetici, uso di prodotti a chilometro zero, gestione responsabile dei rifiuti. In questo modo il turismo diventa parte di un sistema virtuoso che sostiene l’economia e protegge l’ambiente.
Le sfide del futuro
Nonostante i risultati positivi, restano sfide importanti. Alcuni borghi soffrono ancora la carenza di collegamenti pubblici, infrastrutture digitali e servizi di base. Le politiche regionali dovranno favorire progetti integrati, capaci di coniugare turismo, agricoltura e innovazione.
Un altro aspetto cruciale riguarda la formazione: chi lavora nell’accoglienza deve saper gestire un turismo sempre più esigente, offrendo esperienze di qualità senza perdere autenticità. La partecipazione delle comunità resta essenziale. Solo se gli abitanti si sentono protagonisti, la rinascita dei borghi potrà durare nel tempo.
I borghi della provincia di Trapani mostrano come il turismo esperienziale possa diventare la chiave di una nuova economia sostenibile. L’incontro tra tradizione, innovazione e partecipazione sta restituendo vita a luoghi che sembravano destinati al silenzio. Non si tratta di un ritorno al passato, ma di una nuova forma di futuro costruita su radici solide e su un’idea di Sicilia che sa accogliere senza perdere la propria identità.

